12.11.2011: B., è finita!

Il Presidente del Consiglio, il Cavaliere Silvio Berlusconi, si è dimesso. E’ ora divenuto “l’Ex Presidente del Consiglio”.

La notizia ha coperto le prime pagine di tutti i giornali d’Italia, e l’euforia dei cittadini è salita alle stelle; anche coloro che credevano nella potenza e nelle bugie del Ex Presidente, sono scesi nelle piazze italiane a festeggiare.

Ma una domanda sorge ovvia, cos’accadrà in futuro?

C’è chi dice che ci sarà bisogno di “un altro berlusconi”, chi di una nuova democrazia, chi di una dittatura e chi ancora non pensa, poichè troppo occupato a far festa in occasione di questo evento storico.

Il Fatto Quotidiano di oggi, già anticipa che sarà l’economista Mario Monti a portare avanti l’operato di B. , infatti oggi inizieranno le consultazioni, ma come dice l’articolo “la strada è tracciata”. Insomma…si sapeva.

Ma c’è qualcosa di ancora più importante da sapere; sociologi sostengono che sarà necessario un breve periodo di “anarchia”, ovviamente, un lasso di tempo in cui, la situazione politica e sociale degraderà fino quasi a spirare. Sociologi e storici hanno osservato che nella storia, ad un periodo di anarchia e di degrato, succede uno di fioritura, o “luce” (definizione illuminista), ma ciò potrebbe accadere solo con il contrasto molto forte di un’autorità, inizialmente di un despota, che tenga man ferma al popolo; in seguito, di un monarca, che mantenga l’ordine con cura ed attenzione a non far insorgere il popolo. In fine, con il degradare di questo periodo di potere monocratico, che avrà rinsavito l’economia e la società, si potrà tornare ad una democrazia. Questi passaggi accadderò durante l’età antica, quando Roma era la capitale del mondo, accadde in Francia, nella seconda metà del 1700, nel periodo della rivoluzione francese, accedde a all’intera Europa,  e si ripeterono e si ripeteranno incessantemente nella storia, fino alla fine della nostra galassia.

Ciò accadrà anche in Italia.

E’ meglio riflettere che festeggiare

La Sindrome della Superficialità

Molti mas-media, come i giornali, internet o il telegiornale, sostengono che i giovani di oggi siano affetti dalla “sindrome della superficialità”. Non è una nuova malattia virale, nemmeno una grave patologia psicotica, ma una vera e propria mania.

La superficialità è una tendenza molto comune tra i ragazzi, in particolare tra quelli più giovani.

Esistono tre cause più rilevanti in questo contesto:

per prima, è la società moderna che sta cambiando e muta per migliorare, o meglio, facilitare la vita dell’uomo. Dal momento in cui questo si trova ad affrontare una realtà che porta ad una totale mancanza del desiderio, a causa di agevolazioni, si vede costretto alla chiusura nell’ozio; infatti, sempre più giovani diventano pigri e sempre più stanchi, non sentono più il bisogno di fare sport o acculturarsi con un buon libro.

La società è come una madre iperprotettiva che tenta di svincolarli dalla fatica o dall’intelletto stesso. La superficialità nasce dalla mancanza di desiderio di sforzarsi a pensare e agire secondo i propri ideali, quindi dal dover ricorrere al silenzio e alla fragilità di un pensiero poco elaborato.

Come, ad esempio, accade spesso nelle scuole. Certi studenti credono che basti studiare una mezz’oretta prima di qualche verifica, o l’intera giornata precedente. Altri, invece, sostengono che non sia nemmeno utile adoperarsi e perdere, di conseguenza, energie, che potrebbero, invece, essere impiegate in una partita di calcio o esser sprecate a guardare la televisione. E’ dimostrato che l’alunno che studia giorno per giorno una materia, al giorno del “fatidico” tema sarà tranquillo e sicuro, quello che invece studia, incoscientemente, qualche minuto prima, si ritroverà agitato e avvolto dal manto dell’ansia che gli farà commettere errori, a volte anche gravi. Quindi è da riconoscere che quei due ragionamenti, molto comuni nei giovani, sono sintomi della superficialità e della pigrizia.

La seconda causa sono le nuove tecnologie che avanzano sempre più, ogni giorno, e favoriscono la riduzione del tempo, sino a farne perdere la concezione. Ciò porta nei giovani ad una mancanza disastrosa di organizzazione e di responsabilità, anch’essa, presagio di trascuratezza.

Ad esempio, molti giovani, dopo esser tornati da scuola, si stravaccano sul sofà e accendono la televisione. In questo modo passano i minuti e così anche le ore tra un programma e l’altro. Accade però, che a fine giornata, non hanno ricavato profitti dal loro ozio, anzi, si ritrovano a dover svolgere in poche ora ciò che avrebbero dovuto fare in tutta la giornata.

Il terzo motivo è il rapporto che i ragazzi hanno con i propri genitori.

E’ necessario delineare che nella fase dell’adolescenza esistono due tipi di rapporti. Il primo consiste nel fatto che i genitori proteggano avidamente la propria prole, rendendola viziata e capricciosa. Avendo, quindi, a disposizione ogni favoritismo possibile, i figli non nutrono il bisogno di ricercare una vita e una mentalità propria e si rifugiano nella superficialità.

La seconda categoria di rapporto, invece, è formato da dei genitori che sono tutt’altro che iperprotettivi, padri e madre che non badano ai propri figli, per svariati motivi. Ciò rende i giovani più irritati e arrabbiati. Alcuni si credono abbastanza maturi e commettono stoltezze che ritengono che gli adulti possano fare; altri cercano di attirare l’attenzione su di sé stessi, facendo cose poco mansuete. Certi arrivano anche a fare uso di stupefacenti o a far del male alle altre persone. Questi sono altri sintomi della superficialità, ma soprattutto della mancanza di intelligenza.

A mio parere questa “sindrome” colpisce i ragazzi, in fondo più deboli, coloro che non hanno una corteccia troppo grossa e si lasciano trapassare da ideali altrui. Sono dell’idea che la causa, realmente più rilevante, sia il “fattore adolescenza” che rende i giovani più vulnerabili, per via dei forti cambiamenti che avvengono durante la pubertà. I ragazzi sono spesso combattuti tra l’essere infantili e l’essere adulti e ciò li rende fragili, come le foglie d’autunno, che cadono al suolo. Ritengo che ognuno sia costretto a passare un momento oscuro e confuso della vita, durante l’adolescenza, in cui si viene “infettati”, inconsciamente dalla “sindrome della superficialità”.Ogni adulto può ammettere di aver passato questo periodo, in cui la mente viene offuscata da pensieri frivoli e banali.

L’unica cura a questa “malattia” è lo scorrere del tempo, che rende gli uomini sempre un po’ più maturi. Dunque tutto ciò si supera, semplicemente, aspettando con molta pazienza, poiché è sintomo di saggezza.

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